Google sta trasformando Android in un monopolio chiuso. Dobbiamo impedirlo.

28 febbraio 2026 - Advocacy

Nell’agosto 2025 Google ha annunciato che da settembre 2026 non sarà più possibile sviluppare app per la piattaforma Android senza prima registrarsi tramite il Google Developer program.

La registrazione richiederà a tutti gli sviluppatori di:

  • Pagare una tassa di registrazione a Google
  • Accettare i Termini e condizioni di Google e qualsiasi futura modifica unilaterale da loro imposta
  • Fornire a Google un documento d’identità
  • Caricare una prova della propria chiave privata utilizzata per firmare le sue app
  • Elencare tutti gli identificatori delle App attuali e futuri

Questo sarà obbligatorio per ogni sviluppatore Android, anche se egli intende distribuire la propria app solo tramite canali di terze parti (app store come F-Droid, Aurora, Obtainium, ecc.), una chiara violazione del DMA europeo (Digital Markets Act).

L’argomentazione sulla sicurezza #

È vero che la maggior parte dei malware e degli spyware viene distribuita tramite il cosiddetto side-loading (un termine peggiorativo che indica l’installazione diretta sul dispositivo di software scelto dall’utente, senza intermediari).

Secondo Google, centralizzando la registrazione di tutti gli sviluppatori di app, sarà più semplice individuare e bandire attori malevoli e malware, grazie alla supervisione e moderazione che Google stessa implementa sui contenuti del Play Store.

Questo argomento però non regge alla prova dei fatti. Solo pochi mesi fa si è scoperto, ancora una volta, che molteplici malware venivano distribuiti direttamente sul Play Store.

Al contrario, store alternativi come F-Droid stanno portando avanti contromisure concrete, come il meccanismo di Reproducible Builds.

L’utilizzo degli spyware non è illegale nella maggior parte dei paesi europei e Stati come l’Italia ne fanno un uso esteso e spesso privo di adeguate garanzie e trasparenza. In questo contesto, non è chiaro quale sarebbe il ruolo di Google qualora uno Stato richiedesse la distribuzione di strumenti di sorveglianza tramite la piattaforma. Anche volendo opporsi, l’azienda potrebbe trovarsi legalmente obbligata ad autorizzarli.

Nel frattempo, però, Google avrebbe già indebolito o reso impraticabili le alternative indipendenti, come store terzi e meccanismi decentralizzati, che oggi rappresentano uno spazio di pluralismo e potenziale maggiore sicurezza. La concentrazione del potere decisionale in un unico soggetto privato non equivale a maggiore protezione: crea piuttosto un punto unico di pressione politica e legale.

Se l’obiettivo è tutelare gli utenti, la soluzione non è rafforzare monopoli tecnologici ma rafforzare regole democratiche, trasparenza e responsabilità pubblica. Rendere illegale l’uso degli spyware a livello europeo non eliminerebbe la criminalità, ma offrirebbe una tutela strutturale dei diritti fondamentali, indipendente dalle scelte commerciali o strategiche di una singola azienda.

Keep Android Open #

Noi crediamo in un ecosistema aperto, non imposto da aziende “evil”. Per questo abbiamo firmato la lettera Keep Android Open.

Insieme a numerose organizzazioni chiediamo a Google di:

  1. Ritirare immediatamente l’obbligo di registrazione degli sviluppatori per la distribuzione tramite canali di terze parti.
  2. Avviare un dialogo trasparente con società civile, sviluppatori e autorità di regolamentazione su miglioramenti della sicurezza di Android che rispettino apertura e concorrenza.
  3. Impegnarsi alla neutralità della piattaforma, garantendo che Android rimanga realmente aperta e che il ruolo di Google come fornitore della piattaforma non entri in conflitto con i suoi interessi commerciali.

Hai letto un articolo della sezione Advocacy, dove ci occupiamo di difendere la privacy e l’anonimato online, documentando minacce e pratiche invasive come quelle delle aziende di sorveglianza e promuovendo una cultura digitale consapevole e libera.

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